Gia’ dopo qualche settimana dalla presentazione, ma soprattutto dopo un paio di settimane dalla messa in vendita dell’ 11 luglio, avevo dato bonariamente del “cazzaro” al povero zio Steve, avendo in mano il telefono e riguardando quello che aveva presentato al WWDC sembrava un’altro telefono.
Firmware 2.0 immaturo, ricezione della rete cellulare un po’ sotto standard, velocita’ e reattivita’ sotto le aspettative, MobileMe mai pervenuto, costo assurdamente alto, ecc.
Mentre noi in Italia siamo abituati in questi casi ad aumentare la dose di vaselina giornaliera e abbozzare, gli americani sono abituati a farti causa
Jessica Alena Smith dell’Alabama infatti fa causa ad Apple per i problemi di iPhone 3G.
La causa ha tutte le carte in regola per trasformarsi in una class action, a cui potrebbero partecipare migliaia di utenti iPhone scontenti.
Apple sta lavorando al problema ma l’ultimo aggiornamento del Firmware 2.0.2 risolve solo parte degli inconvenienti e, per diversi utenti, i grattacapi sono addirittura aumentati dopo l’aggiornamento.
Con questa premessa una causa al costruttore, soprattutto negli Stati Uniti, era altamente prevedibile: così è stato, Jessica Alena Smith è la prima cittadina USA e, forse, a livello globale, che ha deciso di citare in tribunale Apple per i problemi di iPhone.
Tra i primi dettagli pubblici relativi alla causa Smith dichiara di essere stata bombardata dalla pubblicità in cui si sostiene che il nuovo smartphone è “il doppio più veloce a metà del prezzo” ma i problemi sono arrivati subito dopo l’acquisto.
Connessione dati, email e SMS sono risultati inferiori alle aspettative, inoltre iPhone risulta connesso alla rete 3G meno del 25% del tempo, nonostante l’utente viva in una zona perfettamente coperta dalla nuova rete AT&T; infine una quantità imprecisata di chiamate interrotte.
La Smith sa che i problemi da lei riscontrati sono comuni a numerose altre persone e così ha fatto richiesta che la sua causa contro Apple venga promossa a class action.
Se questo avverrà Apple sarà chiamata a rimborsi e risarcimenti consistenti: la stessa Smith sostiene che migliaia e forse decine di migliaia di utenti potrebbero unirsi nell’eventuale class action generata dalla sua causa.
La Smith dichiara di aver sostenuto danni economici e monetari derivanti dall’acquisto di iPhone, inoltre lo smartphone non offre sulla rete 3G le prestazioni dichiarate da Apple (era daltronde impossibile a causa del chip 3G di vecchia generazione che monta).
La querelante chiede che Apple ripari o sostituisca tutti gli iPhone 3G difettosi, richiede inoltre la copertura dei danni più gli interessi e un rimborso monetario infine la copertura delle spese legali.
Se tutto questo verrà trasformato in una class action Cupertino si potrebbe trovare a rimborsare una somma considerevole di denaro, magari ci sara’ una sostituzione in massa degli iPhone…
Tra i primi a riportare la notizia ricordiamo Arstechnica.

















Si si mi ricordo i tuoi articoli di qualche mese fa… e noi dai facciamo una class action!
No per noi e’ un po’ piu’ complicato, ma ci sono le associazioni di consumatori!
noi andiamo di vasellina!
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