Dopo la recensione dei tre giornalisti americani sull’iPhone arriva la recensione di un giornalista italiano, Nicola Porro di “il Giornale”
Qui potete trovare l’articolo originale.
Qui la Video recensione sempre fatta da Nicola Porro di “il Giornale”
Invece qua sotto ho riportato quasi integralmente l’articolo per i piu’ pigri
I problemi gravi riportati sono batteria durata all’incirca 5 ore, sveglia che non funziona ad apparecchio spento, GPS quasi inesistente e poco performate, non c’e’ il copia e incolla, non si possono inoltrare gli SMS ricevuti, e la mancanza di Adobe Flash in Safari che impedisce di vedere buona parte dei siti moderni che fanno uso massiccio da anni di tale tecnologia.
Buona Lettura e Commentate!!!
Il primo impatto Dopo un’ora sono in ufficio. La confezione è quella a cui ci ha abituato Apple. Piccola e funzionale, con istruzioni ridotte all’osso. D’altronde le istruzioni (forse perché abituato al mondo Mac e Apple) sono davvero superflue. È tutto molto intuitivo. Il segreto di Apple è usare i suoi prodotti e tutto si rivela piuttosto intuitivo. Il problema, semmai, è simile a quello dei Mac rispetto ai Pc: si è “troppo” abituati ai software operativi di Gates e dunque all’inizio si può far fatica. Il Melafonino che ho ricevuto è la versione più potente a 16 giga, colore nero.
La confezione Nella confezione: le cuffie e il cavo Usb per connetterlo a Pc o Mac. In più un minuscolo attrezzo in metallo per inserire e togliere la sim card alloggiata nel lato superiore del telefono (lo stesso lavoro viene fatto agevolmente, ma meno elegantemente, da una comune graffetta in metallo): togliere e mettere una sim è un gioco da ragazzi e non ti obbliga a fare manovre complicate, tipo disinserire la batteria. Come se non bastasse in dotazione (per la cavia) due schede da parte di Tim e Vodafone. Fuori sacco un cd con l’ultimissima (sarà pubblica solo l’11 luglio) versione di iTunes (7.7f2 [38]), il software che permette di gestire la musica sui computer e anche molte funzionalità del Melafonino, che con un hard disk da 16 giga, è bene ricordarlo, resta anche un potente iPod.
La funzione email La prima operazione è portare il proprio piccolo mondo in casa iPhone. Occorre collegare via Usb il Melafonino al pc e poi aprire iTunes. A quel punto nel menù laterale appare alla voce Dispositivi il Melafonino e, seguendo le istruzioni, lo si sincronizza con i Contatti (sarebbe la Rubrica) della propria mail presente sul pc dell’ufficio. Pochi secondi ed è tutto fatto. Inoltre il Melafonino si succhia i dati del proprio account di mail (nel mio caso in ufficio ho un pc con Outlook) e dunque è pronto per ricevere le mail che arrivano sul server dell’ufficio. La procedura è a prova di bambino (anzi di nonna), anche se occorre impostare manualmente la propria password. Attenzione non si tratta di email in push, sul modello Blackberry. Bisogna richiedere il collegamento. In pratica quando si tocca il tasto Mail e poi quello del proprio account, automaticamente, parte l’aggiornamento della vostra casella o delle vostre caselle. In funzione della velocità della rete si riempiranno di contenuti.
Ancora più facile è far sì che le mail del proprio account Yahoo o Gmail arrivino sul proprio telefonino. Viene richiesto il nome del proprio account di posta (xy@yahoo.it) la propria password e il gioco è fatto in pochi secondi.
Se l’ufficio ha un sistema Exchange avrete la mail in push (vi arrivano messaggi in automatico senza che facciate i due passi indicati poco più sopra). Si possono importare i contatti dalla propria sim, insomma la rubrica presente nel “vecchio” Nokia. Si deve andare in Impostazioni, in Email, Contatti e Calendari, e poi si scrolla fino al capitolo Contatti e si tocca il tasto “Importa Contatti Sim”. Compare un bottone in grigio che con tre puntini di sospensione: ci dice che sta avvenendo l’importazione. È un po’ povero, non c’è alcun movimento e soprattutto non si indica il numero totale dei contatti che il Melafonino sta importando e a che punto si è del downloding.
Una visualizzazione migliore sarebbe stata gradita. Ma il sistema funziona e ritornando alla pagina di base (la home che si ottiene digitando il tasto in basso sotto lo schermo) si può verificare agevolmente che i propri numeri registrati nella sim del vecchio telefonino sono stati effettivamente importati.
Il cavo in dotazione è un cavetto Usb. Con un lato standard che si inserisce nel computer (analogo sia per Mac sia per Pc) e l’altra estremità nel Melafonino. Per toglierlo dal Melafonino si fa un po’ di fatica: nel passato ho usato sistemi analoghi, ma con sganci meccanici ai lati che rendevano l’operazione molto più agevole.
Le cuffie Percorso in motorino tra ufficio e casa con le cuffie dell’iPhone indossate. Il rumore di fondo non impedisce di fare un’ottima telefonata, sia per chi la fa sia per chi la riceve. Resa delle cuffie fantastica. C’è un piccolo microfono su uno dei due cavetti bianchi che funge anche da bottone per rispondere a telefonate in arrivo o per mandare avanti al brano successivo, quando si è in funzione iPod, la propria playlist musicale. Non so se è legale ascoltare musica in motorino: penso di no. Ma l’auricolare per rispondere ad una telefonata dovrebbe essere permesso, speriamo. Basta dare dunque un colpetto sull’alloggiamento del microfono e si risponde ad una chiamata entrante.
Il primo inconveniente Ahi Ahi, il primo inconveniente. Quando si naviga su internet (con il browser di default, Safari) o si scaricano mail, o si digitano i bottoni per vedere il tempo, o le quotazioni di Borsa (entrambi nella prima pagina, Home), ci si deve collegare, ovviamente ad una rete. Se nelle vicinanze c’è un network Wi-Fi il Melafonino lo legge immediatamente e vi chiede se utilizzarlo. Se accanto al network Wi-Fi compare un lucchetto, anche mia nonna capisce che c’è bisogno di una password. Una volta immessa, il Melafonino non se la dimenticherà più e quando si entrerà di nuovo in contatto con quel network, automaticamente l’iPhone lo riconoscerà.
La batteria La mattina l’ho rimesso in moto, gonfio di musica, alle 9 e mezza. La prima carica della batteria piuttosto deludente: poco più di sette ore e mezza, ma smanettando come un pazzo. Vediamo nei prossimi giorni. Dopo un giorno circa ho scaricato 37,9 mb di robette e inviato 2,3 mb. Non così tanto. Telefonate fatte e ricevute 1 ora e 05. Maniaco sì, ma fino ad un certo punto. Tutte queste informazioni si trovano sul Melafonino: bottone Impostanzioni, poi Generali e poi Utilizzo. Volendo, in Utilizzo si può digitare “Azzera Statistiche”, ma non lo faccio. I due operatori offrono, come già detto, tariffe di scarico dai flat. 600 mega per Vodafone e 1 giga per Tim (che prevede anche superopzione a 5 giga).
Il consumo Io in un giorno ho succhiato 40 mega, ma non è verosimile un consumo quotidiano così intenso. Inoltre parte di questo consumo è stato fatto con la mia rete domestica Wifi e dunque fuori dagli abbonamenti previsti per il Melafonino. Insomma la prima occhiata sembra dire che i due operatori non hanno fatto i conti così sbagliati. Inoltre Vodafone, al primo incontro all’Hayatt, mi ha fatto capire che sforare dai suoi 600 mega non sarà così oneroso. Vedremo. Entrambi gli operatori stanno studiando un sistema di sms per avvertire dei consumi dati i propri clienti.
Sms Attenzione alle corna, ma per fortuna il discorso per me non vale. Quando il Melafonino è in stand by e vi arriva un sms, vedrete praticamente a tutto schermo (e che maxi schermo) il contenuto del messaggio. Il Melafonino non vi avverte, che so: “E’ arrivato un messaggio”. No, ve lo sbatte in prima pagina con tutto il suo contenuto. Attenzione dunque per i fedigrafi. Per il resto l’organizzazione degli sms è interessante. Li trovate prima in un elenco, come da tradizione. Ma poi toccando andrete in una nuova pagina, in cui il messaggio arrivato sarà completo. E accanto ad esso ci saranno gli eventuali messaggi vostri, come in una conversazione. Con sfondo verde i messaggi inviati da me e con sfondo grigio quelli di risposta: in modo niente male per tenere traccia di uno scambio di messaggi. Eravamo abituati, con i telefonini tradizionali, ad avere la cartella messaggi inviati e quella messaggi ricevuti. Apple le ha messe in contatto.
Sempre sugli sms bisogna però notare che non è possibile inoltrare i messaggi ricevuti: manca la classica funzionalità Inoltra.
Non si possono nemmeno ricevere Mms (foto e filmati mandati da un altro apparecchio): vi arriva un tradizionale messaggio che vi rinvia ad un sito internet in cui potrete vedere l’sms.
Scordatevi infine il cosiddetto “Biglietto da visita” e cioè un messaggio che contiene un nome e un numero di telefono che qualcuno vi ha voluto mandare.
Qualche numero L’iPhone pesa 133 grammi (contro i 128 grammi di un Nokia N95, 8 giga) e la sua dimensione è 115×62x12 (contro 99×53x21).
iSync Un’avvertenza: non provate a sincronizzare l’iPhone con iSync del vostro Mac. C’ho provato e non ci sono riuscito. D’altronde è perfettamente inutile, posto che le sincronizzazioni (copia di rubriche et alia) passano tutte via iTunes. In realtà iSync all’inzio vi illude. Io ho provato a connettere l’iPhone al Mac via bluetooth. Il dispositivo, dopo qualche tentativo, viene abbinato e letto dal Mac. Ma non riuscirete mai davvero a connettervi ed associare a iSync l’iPhone. Poco male.
La sveglia La mattina inizia con la sveglia ovviamente impostata con l’iPhone. Molto facile e intuitiva (c’è ancora bisogno di ripeterlo?). Si tocca nella Home l’icona Orologio, poi quella Sveglia e il gioco è fatto. Alle 9,30 già fuori, con qualche buco 3G sempre in zona San Siro. Perfetto invece in Zona parco Sempione. In ogni caso, alle 15, il telefono – nonostante sia arrivato il secondo messaggio “batteria al 10 per cento” e qualche telefonata fatta – è ancora in piedi. Come non detto, muore improvvisamente dopo l’sms delle 15,20. Ha resistito meno di sette ore, da quando è stato staccato dalla rete. Certo non un record.
Attenzione: quando il Melafonino collassa si vede sullo schermo una batteria riempita con una piccola barretta rossa. E anche se lo collegate immediatamente via Usb al primo computer disponibile per iniziare la ricarica, il telefono per qualche minuto (più di cinque, meno di dieci) è inutilizzabile, morto, kaput.
Localizzatore Gps La batteria deve essere stata evidentemente messa a dura prova dallo smanettamento sul Gps. Il bottone si trova nella pagina iniziale dello schermo, la famosa Home, e si chiama Mappe. Se non si ha la più pallida idea di dove ci si trova, il melafonino lo sa per voi in ogni momento. Infatti all’interno dell’apparecchio è istallato un localizzatore Gps. Se in quel preciso punto non dovesse essere presente un segnale satellitare il Melafonino triangola la posizione con reti Wi-Fi e le celle delle Torri della Telefonia Mobile lì disponibili. Certo questa opportunità è difficile da usare nel deserto del Gobi, ma forse se si intende fare un rally in Mongolia conviene dotarsi di un apparecchio Gps più sofisticato. Ma comunque il vostro iPhone dovrebbe localizzare la vostra posizione ovunque.
Attenzione agli alberi. In parco Sempione, a Milano, sotto le piante non c’è stata risposta. A pochi metri di distanza il Gps mi ha subito beccato. L’iPhone mostrerà un mirino blu al centro del quale è la vostra posizione. Più è piccola l’area interna del mirino, più dettagliate sono le informazioni che il telefono è riuscito a catturare dalla rete e dai satelliti.
Per chi amasse il tema si possono fare diversi giochetti: utilizzare le google map, foto satellitari, farsi fare un percorso per arrivare ad un indirizzo preciso sul modello di un navigatore automobilistico. Non sono un appassionato di mappe, e dunque penso che questa applicazione possa essere ben altrimenti utilizzata da chi ne abbia bisogno.
La rete internet Più divertente farsi un giretto, per chi scrive si intende, sulla rete. D’altronde l’iPhone è pensato per questo. Il browser è quello del mondo Mac: Safari. Niente male. Si possono aprire diverse pagine, e con il gioco delle finestre si passa velocemente, con tocco delle dita, da una pagina all’altra. In basso a destra c’è l’indicazione delle pagine aperte, accanto la pagina dei vostri preferiti e poi un semplice “+” per aggiungere quello che vedete ai preferiti stessi, oppure aggiungere quella pagina (come nuova icona) alla pagina iniziale Home, oppure inviare quel link ad un vostro indirizzo in rubrica.
Flash Attenzione l’iPhone non legge le pagine scritte con l’animazione Flash. È un bel casino. Nei siti che utilizzano quel software per la costruzione delle proprie pagine riuscirete a leggere solo ciò che è scritto con altri programmi. Dove ha agito Flash compaiono dei tristanzuoli cubetti tridimensionali blu con il punto interrogativo. Speriamo che il famoso bottone “App Store” ci permetta di scaricare presto un softwarino che ovvi a questa deficienza. E magari mi permetta di navigare con il mio Firefox a cui mi sono abituato. Vedremo.
Le password Un’altra incongruenza è la difficoltà per il Melafonino di memorizzare le password utilizzate navigando su Internet, nonostante ciò riesca agevolmente al browser Safari installato in casa. Bisognerà chiedere lumi ad Apple. Ma se il problema dovesse persistere renderebbe meno agevole la navigazione.
L’illuminazione L’iPhone ha un’altra piccola meraviglia incorporata. Un sensore che decide l’illuminazione dello schermo in funzione della luce d’ambiente. Più si è al buio più lo schermo si illumina, e viceversa. Si guadagna in consumi della batteria.
I consumi Secondo la Apple questa è la situazione: Conversazione fino a 5 ore su rete 3G e fino a 10 ore su rete 2G; Internet fino a 5 ore su 3G e fino a 6 ore su Wi-Fi; Riproduzione video fino a 7 ore; Riproduzione audio fino a 24 ore e, infine, Standby fino a 300 ore. Di base per utilizzare bene l’iPhone si è collegati sempre alla rete Umts e dunque frullando i dati forniti dalla stessa Apple un po’ di internet, posta e telefonate ci si tiene sul sicuro solo nel raggio di 5 ore. Cavetto Usb, quindi, sempre a portata di mano. Nella mia esperienza il telefono non riesce a fare più di 4,5 ore di conversazione in modalità 3G, dunque al di sotto delle previsioni della casa madre.
Per risparmiare si può manualmente (ho spiegato sopra come) tenere il Melafonino sempre sulla rete 2G e quando si ha bisogno di navigare saltare a quella più potente. Non è certo una soluzione comoda e non è affatto nella filosofia Apple, che all’inizio del nostro incontro ci aveva promesso anzi che surfare tra le varie reti (comprese quelle Wireless) sarebbe stato molto “smooth”. Ciò è vero solo per il passaggio da rete telefonica a quelle Wi-Fi, operazione in effetti semplicissima.
Sim Card Se la vostra carta sim ha un password, quando riaccendete il telefono vi compare una scritta “Sim Bloccata” e sotto due bottoni da digitare: “Ok e Sblocca”. Ho sbagliato spesso toccando istintivamente subito l’OK e dunque dovendo poi fare vari passaggi per sbloccare la Sim (fondamentalmente il passaggio più comodo e provare a fare un telefonata e dunque facendosi ridire che la sim è bloccata e dunque sbloccarla con il Pin). Sarebbe stato più intuitivo e facile che l’iPhone appena acceso vi chiedesse subito e semplicemente di digitare il vostro Pin.
Il proprio numero di telefono Trovare il proprio numero di telefono, sul telefono stesso, mi sembra impossibile. C’è anche da chiedersi perché mai uno dovrebbe cercare il proprio numero di telefono: sarebbe più pratico e normale ricordarselo. E dunque questa è una notazione solo per il sottoscritto (e forse pochi altri smanettoni di tessere sim) che ha ricevuto due tesserini in prova e dunque non ricorda il loro numero. Detto questo in “Impostazioni – Generali – Info” ti danno una caterva di informazioni appunto: network, brani presenti nell’iPod, video, immagini, capienza, spazio disponibile (io ne ho ancora 6 giga), versione, numero di serie, modello, indirizzo Wi-Fi, Bluetooth, Imei, ICCID e firmware. Tanto vale mettere anche il nostro numeretto di telefono.
Telefonare Per fare telefonate occorre passare per l’icona Telefono presente nell’Home e poi ci sono essenzialmente due alternative: digitare sul tastierino numerico o cercare tra i Contatti (così si chiama la rubrica) la persona che si intende chiamare. Il metodo più semplice, visto i numerosi contatti che generalmente si hanno, è quello di dare un toccatina sull’estremo superiore del telefono così da far comparire un menù di ricerca e poi la solita tastiera. Appena iniziate a digitare una lettera si selezionano tutti i nomi nella vostra rubrica con le lettere che mano mano si stanno digitando: semplice, ma occorre abituarsi. In una telefono tradizionale, telefonare è l’operazione base, la più tipica; sull’iPhone ci si deve abituare ad andare sul bottone Telefono, poi sul bottone Contatti, poi fare la toccatine sull’estremità dello schermo e infine si inzia con la tastiera a cercare il proprio contatto. Qualche passaggio di troppo, per chi vuole fare una semplice telefonata. L’alternativa è selezionare qualche nome e inserirlo in una pagina ad hoc chiamata “Preferiti”, in modo tale da evitare uno dei passaggi che ho descritto sopra.
Il registro delle chiamate Nel registro delle telefonate (tasto Telefono nella Homepage e poi tastino in basso Recenti) compaiono indistintamente tutte le chiamate fatte e ricevute. Con un tasto in alto si selezionano solo le perse, che comunque sono evidenziate dal colore rosso. E poi c’è un tasto, sempre in alto, da sfiorare per cancellare tutto il registro. Sarebbe stato meglio distinguere (magari con colori diversi) anche le telefonate ricevute da quelle fatte. All’inzio la tecnologia dello sfioramento vi farà inavvertitamente fare delle telefonate a vuoto. Dal registro non capirete se siete stati finalmente chiamati dalla vostra dolce metà o deliziosa corteggiata oppure sia stata solo una vostra involontaria (un atto mancato direbbero gli psicologi) disattenzione nello sfiorare un nome e dunque nel chiamarlo. Inoltre c’è l’indicazione dell’orario a cui è stata fatta la telefonata, ma non la durata. Una prova in meno per capire se si è trattato di un tragico errore.
Se non volete perdere l’appuntamento del secolo non fate quello che ho fatto stamani con la sveglia dell’iPhone. L’ho impostata come ho fatto domenica. Come detto: un’operazione semplice e gradevole. Ma ho commesso un errore, o meglio un’ingenuità, pensando di essere ancora con un Nokia. Ho spento del tutto il telefono: facendo una pressione lunga sul tasto sul bordo del telefono e poi muovendo il cursore Spegni sullo schermo. Ebbene con il telefono spento la sveglia non suona. Be carefull. Deve rimanere in standby. Ma questo comporta che nella notte si possano ricevere telefonate o sms e relativi toni o vibrazioni d’avviso.
I tasti laterali I tasti laterali dell’iPhone 3G sono tre: rispetto alla prima versione americana non sono più di plastica, ma di più resistente metallo. Due si utilizzano per aumentare e diminuire il volume delle conversazioni o dell’iPod incorporato quando si voglia sentire la musica, sia in viva voce con l’altoparlante incorporato – ottimo – sia con le cuffie in dotazione. Un tasto (il terzo e ultimo) vi permette di mettere in mute la suoneria del telefono.
Hand Over Un amico di Tim (informazione non ufficiale e tutta da verificare) mi ha detto che il problema dell’hand over (e cioè il passaggio da rete 3G a Edge) deriva da una serie di manutenzioni pesanti sulla rete che Tim sta facendo a Milano in questo momento. Il problema non sarebbe solo per i dati, ma anche per il traffico voce. In sostanza il cellulare che si associa ad una cella 3G non la molla perché il segnale esiste. Eppure non ci si riesce a connettere e da ciò nascono i problemi sul traffico sia dati sia voce. Infatti l’apparecchio leggendo la rete 3G non si va a cercare un’altra rete disponibile. Vodafone non mi ha ancora attivato il suo traffico dati. D’altronde siamo in una fase di test e tutto partirà per il pubblico solo l’11 luglio.
Gli allegati delle mail Gli allegati delle mail si aprono egregiamente. Nessun problema con Pdf che inoltre possono essere manipolati (titolati, potrebbe essere il brutto neologismo per indicare il lavoro che si fa sullo schermo con due i polpastrelli di due dita per ingrandire e ridurre qualunque immagine su iPhone) con facilità. Altrettanto si può dire per allegati di Word e di Excel. Non sono riuscito ad aprire gli allegati video in formato Windows Media Player. Me lo aspettavo.
Proviamo i gadget La macchina fotografica ha una facilità d’uso straordinaria, ma forse si è sacrificato un po’ troppo il set di opzioni per fare una buona foto. Ha due megapixel: il mercato ci ha abituato meglio. Non funge da telecamerina, ma, soprattutto, non ha presente un Flash. Perfetta invece l’integrazione delle foto scattate con il proprio pc da tavolo e con iPhoto. Così come deliziosa l’archiviazione delle foto sul telefonino.
Youtube è Youtube, lo conoscete. E funziona alla grandissima, sfruttando bene lo schermo dell’iPhone e la rete quando funziona.
Le cuffie non funzionano più Dopo due giorni di utilizzo, neanche così sfrenato, sono partite le cuffiette. Nel senso che lavorano ancora perfettamente in funzione ascolto e microfono. Ma non funziona più il tastino che permette di rispondere alle telefonate e manda avanti i brani dell’iPod. Male, malissimo. Era molto comodo, ci devo rinunciare. Riguardo le cuffie, o meglio il suo attacco, esso però è ora compatibile con tutti i jack: si può forse cercare in giro un’alternativa più resistente.
Velocità in UMTSLavoriamo con due pagine tipo, la homepage del Giornale e quella del sito Dagospia, piena di foto. Proviamo il nostro iPhone (il cui software scarica a max 3.6) e un Nokia N95 8 giga (che può sfruttare tutti e 7.2 i mega potenziale della rete Umts). Diciamo subito che non si tratta di una prova scientifica. Tutt’altro. Soprattutto nel confronto tra la rete Telecom e quella Vodafone (la prova viene fatta nel mio ufficio al Giornale a due passi dall’headquarter di Telecom).
Telecom e Vodafone scaricano completamente la pagina del sito Dagospia con una media tra i 20 e i 25 secondi (più veloce Telecom), mentre per la pagina home del Giornale si impiegano dai 30 ai 35 secondi. Utilizzando le stesse schede sul Nokia si risparmiano 5 secondi (dunque non poco) per scaricare la pagina di Dagospia. Non altrettanto avviene per quella del Giornale per la quale i tempi di download sono simili tra l’uno e l’altro apparecchio.

















Sto pensando di annullare la prenotazione! Sono inorridito, allora HTC Diamond Touch e’ spettacolare al confronto…
Se per quello pure N95 che e’ uscito piu’ di un anno fa e’ spettacolare, e qui non si tratta di fanzine!
[...] Staff wrote an interesting post today onHere’s a quick excerptMa l’auricolare per rispondere ad una telefonata dovrebbe essere permesso, speriamo. Basta dare dunque un colpetto sull’alloggiamento del microfono e si risponde ad una chiamata entrante. Il primo inconveniente Ahi Ahi, … [...]